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Vi propongo un mio testo sulla preghiera del cuore in più parti.



Introduzione

Papa Francesco nella catechesi del 9 giugno 2021 ha evocato l’itinerario spirituale del pellegrino russo[1] che comincia quando si imbatte in una frase di San Paolo nella Prima Lettera ai Tessalonicesi (5,17-18): «Pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie».  Nella sua ricerca finalmente approderà ad un preghiera semplice “ma molto bella, una preghiera che, a poco a poco, si adatta al ritmo del respiro e si estende a tutta la giornata”: l’invocazione del nome di Gesù[2] unito al respiro. Continua Papa Francesco:

“Il respiro non smette mai, nemmeno mentre dormiamo e la preghiera è il respiro della vita. … il cuore in preghiera è dunque un ardore nella vita cristiana, che non deve mai venire meno. È un po’ come quel fuoco sacro che si custodiva nei templi antichi, che ardeva senza interruzione e che i sacerdoti avevano il compito di tenere alimentato. Ecco: ci deve essere un fuoco sacro anche in noi, che arda in continuazione e che nulla possa spegnere. E non è facile, ma deve essere così.”

Il nuovo Testamento contiene diverse esortazioni sulla preghiera continua. Abbiamo citato San Paolo nella prima Lettera ai Tessalonicesi (5,17-18), ma anche nella lettera agli Efesini (Ef 6, 18) torna a incoraggiare:

«Pregate incessantemente con ogni sorta di preghiere e suppliche allo Spirito Santo.» Anche Luca spiega la «necessità di pregare sempre senza stancarsi (Lc 18,1)» e ancora: «Vegliate e pregate in ogni momento (Lc 21, 36).»

        La formula trae origine dal capitolo 18 del Vangelo di Luca:

«Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: "O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo". Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: "O Dio, abbi pietà di me peccatore". Io vi dico: questi, a differenza dell'altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato Lc 18 11, 14)".

E ancora nello stesso capitolo (Lc 18 35,43):

 «Mentre si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: "Passa Gesù, il Nazareno!". Allora gridò dicendo: "Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!". Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: "Figlio di Davide, abbi pietà di me!". Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: "Che cosa vuoi che io faccia per te?". Egli rispose: "Signore, che io veda di nuovo!". E Gesù gli disse: "Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato". Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

Non stupisce che i Padri del deserto dessero alla preghiera di Gesù un immenso valore. Nella tradizione cristiana, infatti, l’invocazione del nome di Gesù risale ai primi secoli dopo Cristo, i monaci la praticavano come una forma di meditazione. Nella Chiesa d’Occidente se ne è persa la consuetudine che è invece fortemente radicata nella chiesa orientale ed in particolare nella tradizione ortodossa.



[1] Si tratta di un testo ascetico, russo, scritto fra il 1853 e il 1861 attrtibuito ad un certo Nemytov. L'origine del racconto è sconosciuta fu pubblicata per la prima volta a Kazan', in Russia, nel 1881 con il titolo "Откровенные рассказы странника духовному своему отцу" – letteralmente: "Resoconto sincero di un pellegrino al suo padre spirituale".

[2] Capitolo 2 lettera ai filippesi:” 5Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, 6 il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; 7ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, 8umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. 9 Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; 10perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; 11e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre”.


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